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Palazzo dei Papi

Senza dubbio il monumento simbolo di Viterbo.

Venne costruito ampliando la Curia Vescovile su volere di papa Alessandro IV che ne fece sede della Curia Pontificia. Costruito dagli stessi architetti del Palazzo dei Papi di Avignone, vanta un’architettura unica nel suo genere, è raggiungibile percorrendo un ponte etrusco completamente intatto. Il Palazzo nasconde mille segreti ed è in prossimità del Duomo cittadino che conserva i resti dei Santi Ilario e Valentino. Molto bella la “Loggia delle Benedizioni” con una bellissima fontana al centro che si affaccia sulla Valle di FAUL.

Quartiere Medievale di San Pellegrino

Palazzi nobiliari, semplici case, torri, cortili, cavalcavia, loggiati, balconi e profferli, scalinate esterne: tutto costruito interamente in pietra di peperino grigio e intatto come nel Medioevo. Passeggiando per queste strade sembrerà di tornare indietro negli anni e ritrovarsi in pieno 1200. Punto centrale la piazza di San Pellegrino che da il nome all’intero quartiere. Quadrata, selciata da lastre di pietra scura, è chiusa tra case antiche e la facciata della chiesetta da cui prende il nome. Dall'alto dominano le torri di case vicine, sotto le quali si apre il profondo portico che immette nella via San Pellegrino, anch'essa splendido documento della vita duecentesca di Viterbo.

Photo by Marco Sbaffoni

Terme dei Papi

Di antichissima origine, risalgono ai tempi degli Etruschi. Durante gli anni in cui Viterbo fu sede Pontificia, vista l’assidua frequentazione da parte dei pontefici, presero definitivamente il nome di “Terme dei Papi”. Il centro termale propone vari trattamenti, tra cui aerosol, bagni, fanghi, nebulizzazioni, ventilazioni polmonari, inalazioni, insufflazioni endotimpaniche, irrigazioni nasali. Massaggi, percorsi per vasculopatie, fisiochinesiterapia, ginnastica posturale e riabilitazione completano l’offerta. Tutto ciò che serve per giornate all’insegna del benessere e del relax più totale.

Macchina di Santa Rosa

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, ogni anno durante la sera del 3 settembre, è senza dubbio l’evento dell’anno per tutti i viterbesi. Una torre illuminata di 28 metri con in cima la santa patrona di Viterbo, dal peso di 5 tonnellate, viene trasportata a spalla lungo un percorso di 1200 metri all’interno del centro storico della città reso completamente buio che via via si illumina al passaggio della macchina.

Un appuntamento dal fascino e da un’emozione unica. Dal 2014 la Macchina di Santa Rosa è stata proclamata Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco.

 

Photo by Simone Tagliaferri

Golf Club

Una delle attrattive della città di Viterbo è senza dubbio il Golf Club, nato nel 2009 con lo scopo di creare un terreno di allenamento per i golfisti più esperti e di avvicinamento a questa disciplina sportiva per tutti coloro che non ci hanno mai provato. Il Golf Club è facile da raggiungere visto che si trova ad appena due chilometri dal centro città nelle vicinanze della zona termale di Viterbo.

L'accoglienza  è molto coinvolgente: la Signora Maria Luisa,una vera "Lady" è anche una "cuoca " di tutto rispetto e Marco, il marito, è un architetto che ama dipingere e scolpire.

Villa Lante

Il simbolo per eccellenza della frazione viterbese di Bagnaia. Villa Lante con i suoi giochi d’acqua e giardini all’italiana è sempre una visione unica ed emozionante. Dall'alto la vista d'occhio è impressionante incrociando le precise geometrie del giardino con al centro la fontana dei Quattro Mori. I giochi d’acqua e le fontane, le palazzine “gemelle” Gambara e Montalto, il grande parco con la ghiacciaia, la casina di caccia e le numerose fontane sparse nel bosco fanno si che Villa Lante non abbia nulla da invidiare ad altre ville rinascimentali italiane.

 

Photo by Ljuba brank

Civita di Bagnoregio

Adagiata su un colle tufaceo sorge Civita di Bagnoregio, denominata dallo scrittore Bonaventura Tecchi la “Città che muore” per il rischio di crollo dovuto dalle caratteristiche del terreno su cui sorge. Il colpo d’occhio è impressionante: Civita di Bagnoregio regala uno dei paesaggi più straordinari ed unici in Italia. Il tempo all’interno del borgo sembra essersi fermato. Archetti, cortili e piazzette, case medievali e rinascimentali ornate da bifore, profferli e portali in peperino: tutto intatto come un tempo. Un paesaggio unico assolutamente da visitare.

 

Photo by Consorzio Teverina

Ferento

I resti della città romana di Ferento si trovano a 6 chilometri da Viterbo lungo la strada Teverina. L’attuale zona archeologica di Ferento presenta nelle imponenti rovine del teatro romano il complesso più grandioso e meglio conservato, tanto che la struttura viene ancora oggi utilizzata, durante l'estate, per spettacoli teatrali. L’anfiteatro si caratterizza per la scena magnificamente conservata, arricchita un tempo da numerosi gruppi scultorei, mentre è parzialmente ricostruita la cavea, destinata al pubblico.

Parco dei Mostri

Complesso monumentale alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale. Il Parco dei Mostri di Bomarzo venne fatto costruire dal principe Vicino Orsini intorno alla metà del 1500. Un complesso artistico e culturale unico al mondo nella sua particolarità: grandi statue e sculture in peperino, prevalentemente mitologiche, sparse per il bosco e ben collegate da vialetti alberati e prati curatissimi. Il Parco offre la possibilità di visite guidate, aree pic-nic, bar e tavola calda.

 

 

Faggeta del Monte Cimino

Con un’estensione di circa 50 ettari, la Faggeta del Monte Cimino è tra le più maestose ed imponenti dell’Italia centrale. Passeggiare al suo interno è sempre un’emozione unica ed un’esplosione di colori e suoni della Natura. In vetta al Monte Cimino sono stati riportati alla luce i resti di un imponente abitato della tarda età del bronzo. meta ideale per chi ama la natura e la tranquillità, ma anche per chi vuole dedicarsi a lunghe escursioni o alle semplici passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike. Un'oasi tra il verde dei boschi e l'azzurro del cielo.

 

Photo by Webnovo

Riserva del Lago di Vico

3200 ettari circoscritti da un anello montuoso i cui crinali rappresentano la circonferenza del vulcano Vicano, sprofondato circa 400.000 anni fa dando origine al lago di Vico, uno dei laghi più integri d'Italia. Nel suo interno contiene ambienti di grande interesse naturalistico quali quello palustre limitrofo al lago e un interessante bosco costituito dalla faggeta depressa del Monte Venere.

 

"Panorama del Lago di Vico" di Stefano Fiaschi

 

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DALL’AZIENDA DI PROMOZIONE TURISTICA DELLA PROVINCIA DI VITERBO

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